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INTRODUZIONE..
     

Con  l'anno  Mille  l'Occidente si risvegli. La  popolazione,  che
aveva  registrato  una leggera crescita gi a  partire  dai  secoli
precedenti,  conobbe  un  massiccio sviluppo  demografico,  che  si
arrest soltanto nel quattrodicesimo secolo. Gran parte del  merito
di  questo decollo, anche se  difficile valutare con esattezza  il
ruolo  dei diversi fattori che ne furono causa,  da attribuire  ai
miglioramenti  qualitativi  e  quantitativi  dell'agricoltura,  che
permisero  l'accantonamento  dei prodotti,  la  loro  vendita,  una
maggiore  circolazione di moneta, e infine la liberazione di  molte
braccia dal lavoro della terra.

     Contemporaneamente  i  mercanti  italiani,  e  in  particolare
quelli appartenenti alle citt marinare di Amalfi, Venezia, Pisa  e
Genova,  conquistarono  il  dominio commerciale  del  Mediterraneo,
soppiantando  arabi e levantini; anche nell'Europa continentale  si
crearono  opportunit  di  commercio e  si  tracciarono  importanti
itinerari  mercantili.  Le fiere organizzate  nella  regione  della
Champagne diventarono nel secolo dodicesimo il luogo d'incontro per
eccellenza degli uomini d'affari.
     
     Sotto  la  spinta dell'incremento demografico,  dell'acquisita
disponibilit di manodopera e delle maggiori possibilit di  lavoro
e  di  arricchimento,  le  citt si ampliarono,  trasformandosi  da
modesti   agglomerati  a  carattere  principalmente  religioso   in
popolosi centri commerciali.
     
     Questo  profondo  cambiamento fu  coevo  all'affermazione  del
sistema  feudale,  che proprio nei secoli undicesimo  e  dodicesimo
andava    diffondendosi    dovunque,   forte    di    un'accentuata
frammentazione del potere politico causata dalla debolezza dei re -
in  Francia  ed in Inghilterra -, e degli imperatori  -  nel  Sacro
Romano   Impero  -.  Dall'universo  feudale  emersero  le  dinastie
normanne  che,  partendo  dal  ducato francese,  ove  erano  giunte
dall'originaria  Scandinavia, si appropriarono,  grazie  al  valore
delle   loro   armi,  sia  della  corona  inglese  che  dell'Italia
meridionale bizantina.
     
     Preceduta   da   una  grande  spinta  religiosa  riformatrice,
iniziata  e condotta soprattutto dal monachesimo francese,  esplose
nel  Sacro Romano Impero la lotta per le investiture: essa  era  in
realt  una disputa per il dominio del mondo cristiano  fra  i  due
maggiori poteri con aspirazioni universali. La guerra ideologica  e
militare  fra  papa  ed  imperatore  si  attenu  soltanto  con  il
concordato  di  Worms,  che consentiva al  primo  di  stabilire  la
propria  gerarchia,  ma  permetteva al  secondo  di  considerare  i
vescovi cos nominati come suoi vassalli, avallando in tal modo  il
loro coinvolgimento nelle torbide vicende politiche del tempo.
     
     Nel   frattempo  le  citt,  rese  forti  e  agguerrite  dalla
conquistata autonomia economica, riuscirono a rendersi indipendenti
politicamente,  costituendosi  in "comuni"  retti  da  consoli;  in
Italia  riuscirono ad appropriarsi perfino del territorio  ad  esse
circostante, a danno dei feudatari e dei centri minori.
     
     L'affermazione  della  citt nell'universo  feudale  determin
anche un mutamento degli orizzonti culturali. Alle abbazie ed  alle
scuole  vescovili,  in  precedenza  unici  centri  di  studio,   si
affiancarono  le universit laiche, luoghi in cui il dibattito  era
pi  vivo  ed  aperto  a  nuove tematiche;  all'elegante  scrittura
"carolina" si sostituiva la
     
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     pi pratica scrittura "gotica". Abelardo, teologo, filosofo  e
poeta  francese,  rappresent con il suo  insegnamento  l'apice  di
questo nuovo clima culturale.
     
     
     L'avvento  al  trono  imperiale  di  Federico  Barbarossa,  un
imperatore  deciso a riaffermare il primato del proprio  ruolo  nei
confronti  del  papa  e  dei  comuni, fu all'origine  del  violento
scontro armato tra forze imperiali e forze comunali che, se  in  un
primo  momento  fu  a lui favorevole, alla fine  lo  condusse  alla
sconfitta.  I  diritti  acquisiti  dai  comuni  italiani   rimasero
pertanto intatti.
     
     Mentre  le citt marinare italiane respingevano gli arabi  dal
mar  Tirreno, molti dei cavalieri, che insanguinavano l'Europa  con
le  loro  contese, furono chiamati a raccolta per  vere  e  proprie
spedizioni  contro gli infedeli, le crociate. Sia nella riconquista
della   Spagna   che   nella   liberazione   della   Terrasanta   e
nell'espansione  verso  le  terre  slave,  i  guerrieri   cristiani
mostrarono  il  loro valore, ma anche un feroce  fanatismo  che  si
accompagnava  all'intolleranza nei confronti del mondo  islamico  e
pagano.
